Una delle domande che mi sento fare più spesso da chi vende casa è: "quanto mi resta in tasca, alla fine?". È una domanda legittima, ma la risposta cambia da caso a caso. Ecco però una panoramica chiara delle voci di spesa più comuni, per arrivare preparati e senza sorprese dell'ultimo minuto.
Le spese più comuni per chi vende
A differenza di chi compra — che deve considerare imposta di registro, IVA o tasse ipocatastali a seconda dei casi — chi vende affronta un numero minore di voci, ma comunque da pianificare con attenzione fin dall'inizio della trattativa.
La provvigione dell'agenzia immobiliare
È il compenso per il lavoro di valutazione, promozione, gestione delle visite e assistenza fino al rogito. La percentuale varia in base all'incarico e al tipo di immobile, e viene sempre concordata prima, per iscritto, così da non avere ambiguità al momento della vendita.
La plusvalenza e quando si paga
Se vendi un immobile entro 5 anni dall'acquisto e lo hai rivenduto a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, potresti dover pagare una tassa sulla plusvalenza (la differenza tra i due valori). Non si applica invece se l'immobile è stato l'abitazione principale tua o dei tuoi familiari per la maggior parte del periodo di possesso, né se sono passati più di 5 anni dall'acquisto. Vale sempre la pena verificare la propria situazione specifica con un commercialista.
Attestato di Prestazione Energetica (APE) e altre spese tecniche
L'APE è obbligatorio per ogni vendita e ha un costo contenuto, generalmente commisurato alla metratura dell'immobile. Se emergono difformità catastali o urbanistiche da sanare prima del rogito, vanno considerate anche le spese tecniche per la loro regolarizzazione — meglio scoprirle in fase di valutazione che a trattativa già avviata.
Estinzione anticipata del mutuo (se presente)
Se sull'immobile grava ancora un mutuo, va estinto contestualmente al rogito (o subito prima). Oltre al capitale residuo, vanno messe in conto le spese di cancellazione dell'ipoteca, anche se dal 2007 la legge ha eliminato le penali di estinzione anticipata per i mutui sulla prima casa nella maggior parte dei casi.
Come pianificare per non avere sorprese
La regola più semplice è anche la più efficace: prima di fissare il prezzo di vendita, fai una stima realistica di tutte le voci di spesa che ti riguardano. In questo modo il prezzo che chiedi al mercato è già coerente con quello che vuoi ottenere netto, ed eviti di dover rincorrere aggiustamenti durante la trattativa.
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